trans
Una vecchia amica "Giorno 4"
21.08.2025 |
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"Ora si avvicinò la Trans al mio cazzo di gomma, si allargò le chiappe e scivolò giù come niente fosse..."
Siamo al quarto e ultimo giorno, anche perché dopo questo, sono dovuto stare a riposo per alcuni mesi e ne capirete il motivo.Essendo bisex ma sostanzialmente etero, solo in alcuni casi, con dovuta preparazione, riesco a prendere grossi calibri.
Arrivo da Chiara di prima mattina e devo dire che mi accoglie senza nessuna pretesa e nessun ordine da parte sua.
Nei giorni precedenti ero costretto a portare la gabbietta e un plug.
Facciamo colazione insieme e poi giù in piscina per prendere i primi raggi di sole della giornata.
Lei ha un vestitino leggero trasparente senza niente sotto, io soliti pantaloncini, ma questa volta nessuna gabbietta a stringere il mio uccello.
Ci sdraiamo sui lettini, prendiamo il sole, poi un tuffo in piscina e piacevoli conversazioni da vecchi amici.
Anzi in piscina scherziamo e lei mi si avvinghia al collo stringendomi con le gambe la parte di sotto.
Mi stuzzica premendo il suo seno sul mio petto e la sua vagina depilata sul mio uccello che si irrigidisce subito, dentro i pantaloncini del costume.
Continua così per un po', poi mi guarda e mi chiede quanto vorrei scoparla da 1 a 10.
Rispondo 100, forse 1000, lei continua a premere la vagina sul mio cazzo.
Poi mi bacia, un intrecciarsi di lingue prolungato per poi fermarsi all'improvviso.
Mi guarda e mi dice:
"Oggi mi scoperai, te lo prometto".
Poi riallunga la testa verso di me e mi bacia di nuovo.
Che dire la mia fantasia galoppava e i miei voli pindarici raggiungevano mete inarrivabili.
Usciamo nuovamente dalla piscina e ci asciughiamo al sole.
"Dai leccami, ho voglia"
Li su quel lettino si era messa a gambe aperte e la mia bocca raggiunse subito la sua vagina.
La lingua giocava con il clitoride per poi leccargli in mezzo alle labbra.
Non uso le mani, solo la lingua, la penetro superficialmente, succhio e lecco.
Era bagnata, appiccicosa di umori, la sua libidine non aveva freni, cominciò ad ansimare e una sua mano scese giù per aiutarmi.
Si toccava e ogni tanto infilava due dita in vagina, le muoveva velocemente e in profondità poi le infilava nella mia bocca, fino in fondo facendomi tossire e provocandomi conati di vomito.
Mi ordinò di togliermi il costume e sdraiarmi al suo posto ma all'incontrario, avevo la testa di fuori dal lettino.
Si mise sopra di me in piedi, una lunga pisciata arrivò sul mio uccello, tenendosi l'ultimi spruzzi per la mia bocca.
"Apri la bocca maiale" mi disse in modo autoritario senza nessuna speranza di replica.
Ma chi voleva replicare, mi piaceva e la speranza era che si mettesse sopra di me per cavalcarmi.
In tutta sincerità forse avrei fatto una figura barbina, l'eccitazione era tanta, forse troppa.
Due spruzzi mi raggiunsero la bocca, riempendola, poi si chinò su di me per farsi leccare nuovamente.
Raggiunse l'orgasmo in breve tempo, la sentivo contrarsi in tutto il corpo, fiotti di umori raggiunsero la mia bocca, le sue mani appoggiate al mio petto si strinsero forte, le unghie raggiunsero la mia carne e un urlo squarciò il silenzio della campagna.
Poi si adagiò su di me, continuando a strusciare la vagina sulla mia barba e prendendomi in mano l'uccello.
"Il primo giorno ti ho detto che forse avresti avuto in cambio un pompino" nel frattempo il mio pene sparì nella sua bocca.
Mi fece un pompino di gola, andava su e giù alternando ritmi differenti, poi ad un tratto si fermò e incominciò a leccarlo.
"Dai voglio vedere uscire il tuo seme" nel mentre continuava a punzecchiarmi la cappella con la lingua.
Sentii montare l'orgasmo, le chiappe si strinsero e parti il primo fiotto.
Sentii che mi avvolse la punta con la bocca, altri tre arrivarono subito dopo.
Ero in estasi, non capivo più niente, sentii solo che il suo corpo si sollevava dal mio.
S'inginocchiò accanto a me, all'altezza della testa, le sue mani mi aprirono la bocca e aprendo gl'occhi vidi la sua faccia sopra di me.
Dalla sua bocca usci lo sperma che fece colare dentro la mia.
"Ora bevi tutto da bravo".
Deglutii e ingerii il mio stesso sperma.
Mi baciò di nuovo, dopo di ché, mi chiese di preparare qualcosa da mangiare, l'accontentai subito, ormai in estasi e nella speranza di poterla scopare nel pomeriggio.
Vado in cucina e preparo, spaghetti aglio olio e peperoncino e gli invio un messaggio che il pranzo è pronto.
Mi raggiunge, apre un prosecco e mangiamo annaffiando il tutto con ottimo vino.
Dopo pranzo, preso il caffè mi dice che andrà a riposarsi un po' e di fare altrettanto.
Mi dirigo nella camera degl'ospiti, mi spoglio nudo nella speranza di ricevere visite al più presto.
Mi addormento, nel mezzo al letto matrimoniale per poi essere svegliato in modo insolito.
Sento due mani massicce che mi strizzano le chiappe del culo, poi riconosco lei che mi è montata a cavalcioni sulla schiena.
Qui mi mette il morso in bocca, dicendomi di stare tranquillo e di comportarmi bene.
Sento una lingua ruvida passare sul mio ano, ci gioca delicatamente, lo inumidisce per bene.
Sento ripetuti sputi raggiungere il mio sedere.
Poi mi morde, le chiappe e mi sculaccia sonoramente.
"Aspetta così non riuscirai mai, prendi questo"
Sentii un olio scendermi fra le chiappe un dito, forse due allargarmi il buco del culo.
L'operazione durò alcuni minuti, la sua mano si muoveva dentro di me per prepararmi.
Mi ordinarono di mettermi a bordo letto a pecorina.
Io non ero neanche riuscito a vedere chi mi stava deflorando l'ano ma la sorpresa non tardò ad arrivare.
Messo sul bordo del letto comparve Chiara con questo trans, statuario, scuro come la pece, con un cazzo gigante.
L'aveva già in tiro, Chiara lo spompinò per bene, notavo che si fermava a metà corsa sull'asta del pene.
Poi gli infilò un preservativo, pensai solo che io in quel profilattico ci ciottolavo di certo e si posizionò dietro di me.
Lei invece con le mani mi allargava le chiappe.
Prima si divertì a farmi sentire la durezza, mi schiaffeggiò le chiappe con il suo pene, un bastone che picchiava sul mio culo.
Provò la prima volta ma io dal dolore mi buttai in avanti.
Allora per ovviare al problema, prese da un cassetto una crema anestetizzante che applicò al buco del culo.
Poi si mise sopra di me con il bacino a fermarmi la schiena.
Riprovò una, due e tre volte e alla terza, riuscì ad abboccare la sua cappella dentro il mio ano.
Poi spinse con delicatezza ma con continuità.
Sentivo dolore ma attenuato dalla crema, continuava a chiedermi in portoghese "Ti piace belo" e mi stantuffava il culo.
Mi sentivo pieno, mi teneva il bacino con le sue manone, spingeva e poi tornava inditro lentamente.
Voleva che il mio ano si adattasse al suo cazzo.
Volevo gridare, ma solo mugugni riuscirono ad uscire dalla mia bocca.
Il mio cazzo gocciolava in continuazione, devo dire che non mi dispiaceva affatto.
"Ti ho fatto una bella sorpresa" dichiarò Chiara, non so se era rivolta a me la frase o all'amica Trans.
La cosa durò per un po', una decina di minuti, poi si sfilò ridendo del buco del mio culo ormai allargato.
"Guarda cara, c'è passato un treno" schernendomi con lei.
"Lo vuoi scopare un po' te con lo strapon" chiese la nera alla signora.
"No, gli avevo promesso che mi avrebbe scopato lui e lo farò contento"
Da un cassetto prese una morsa a cinghia con in cima un cazzo.
Qui caddero le mie aspettative nel mentre mi toglieva la pallina.
M'infilò l'altro e si mise davanti a me.
"Dai scopami" mi ordinò indicandomi la vagina.
Si aiutò con una mano per metterlo in posizione e la mia testa incominciò ad andare su e giù.
Nel mentre succhiava il cazzo della trans che lo spingeva con forza nella sua bocca.
Sentivo i conati di vomito, che si ripetevano ad ogni colpo ma non potevo vederli dato la posizione che mi aveva fatto assumere, sdraiato sul letto e lei davanti.
Poi mi fece girare, ero per orizzontale sul letto, mi montò sopra e cavalcò la mia boccapene, godendo come una forsennata.
Urli, imprecazioni e odore di sesso invadevano la stanza.
E la trans cosa stava facendo?
Sentii chiaramente lo schiocco di un preservativo che avvolgeva il suo uccello, mi alzò le gambe e pensava di penetrarmi così, ma non ci riuscì, anzi mi faceva solo dolore non centrando l'ano.
Poi cercò la doppia penetrazione con Chiara, che la stoppò subito.
"Non ci provare nemmeno cara, il tuo cazzo in culo no!" l'alt arrivò deciso e perentorio.
Che dire, l'unico che non godeva ero io, anche perché avevo le mani immobilizzate da lei.
" Non ti toccare, lo sai, comando io" si rivolse a me minacciandomi di mettermi la gabbietta.
Poi una bocca raggiunse il mio uccello, era la trans che mi succhiava.
Devo dire che ci sapeva fare, ma ormai tra la crema e l'allargamento dell'ano non sarei riuscito ad avere un orgasmo in tempi brevi.
Ma quello che l'orgasmo lo stava per avere era Chiara.
Si tolse dal pene di gomma e mi annaffiò con tanto di squirt, abbondante e continuo.
Tanti spruzzi raggiunsero il mio corpo, bagnandomi, testa, collo e petto.
Urlava e gemeva, continuava a masturbarsi sopra di me, un altro spruzzo raggiunse il mio viso.
Dopo un attimo di rilassatezza, da parte si tutti, ma io sempre con la morsa in bocca, rincominciarono a martoriarmi.
Ora si avvicinò la Trans al mio cazzo di gomma, si allargò le chiappe e scivolò giù come niente fosse.
Mi cavalcava e si masturbava, parlava in portoghese e non capivo niente di quello che diceva.
Vedevo il suo culo avvicinarsi per poi allontanarsi di nuovo.
Nel frattempo sentii la bocca di Chiara che mi succhiava l'uccello per poi mettermi un preservativo.
Si mise sopra di me, s'infilò l'uccello nella vagina e incominciò a scoparmi.
Finalmente quello che avevo desiderato da giovane si stava avverando, magari non pensavo di scoparla così ma va bè nulla è perfetto nella vita.
Andammo avanti così per diversi minuti, la mia resistenza ormai era conclamata, dopo l'orgasmo della mattina e l'andazzo del pomeriggio potevo andare avanti per molto.
Ma non il Trans, che ormai era in stato di ebollizione.
Si sfilò il cazzo di gomma dal sedere e mi tolse la morsa.
Poi in modo di sottomissione m'infilò quel grande arnese in bocca, pensai come potevo averlo preso di dietro.
Era mostruoso, grosso, largo e duro.
Riuscivo a sentire le vene pulsare e il tutto m'eccitò ancora di più, mentre Chiara aumentava i colpi sul mio uccello.
Lei gridava e ansimava, come se i due orgasmi avuti in precedenza non avevano avuto modo di calmargli la voglia.
Sentii la Trans irrigidirsi e togliersi dalla mia bocca, la vidi che incominciò a masturbarsi velocemente.
"Godo amoree" non fece tempo a dirlo che un fiotto di sperma raggiunse il mio viso, poi due, tre, quattro e cinque.
Chiara alla vista dello sperma dell'amica ebbe l'ennesimo orgasmo, urlando e muovendosi velocemente di bacino.
La guardai aveva una smorfia di piacere sul viso, si teneva il seno e si strizzava i capezzoli.
Sentii un brivido sulla schiena, le palle s'irrigidirono e ebbi il secondo orgasmo della giornata.
Intenso più del primo, l'unica nota negativa era il bruciore ad ogni contrazione dell'ano.
Ci accasciammo tutti, sul letto, pieno di umori di ogni tipo.
Sentivo lo sperma che mi colava dal viso e gocciolava sul letto.
Mi concessero di fare la doccia per primo, le invitai a raggiungermi per lavarsi tutti insieme.
Mi raggiunse solo Chiara, si sedette sul wc per pisciare e incominciò la conversazione, eravamo solo divisi dal grande vetro della doccia.
"Sei un grande amico, era tanto che non stavo bene con una persona, scusa se delle volte sono stata troppo brusca".
Gli sorrisi e l'invitai di nuovo sotto la doccia.
La insaponai e la baciai sulla guancia, lei ricambiò baciandomi sulla bocca.
"Sai questo momento quando andavamo alle superiori l'ho sognato tante volte" gli dissi guardandola negl'occhi.
"Purtroppo nella vita ho fatto scelte sbagliate, mi hanno portato ad essere la donna che sono ora, alla lunga ti saresti stancato di me, anche ora non potresti reggere un ritmo come questi giorni"
Ne ero consapevole, ero stanco e dolorante, forse il miglior momento era quello li sotto la doccia o il bacio in piscina della mattina.
Lasciammo il bagno alla Trans, ci ricomponemmo e la accompagnammo alla porta.
Qui mi disse che quando volevo, la potevo trovare a Pontedera.
Gli sorrisi ma dentro di me declinai l'invito.
Rimasi con Chiara a bere qualcosa e a parlare del più e del meno.
Cose nostre che non devono essere messe su un racconto.
Ora è a Milano nuovamente per lavoro, chissà se tornerà e si rifarà viva, ma un tour de force così non so se riuscirei ad affrontarlo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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